Patches

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Questo lavoro è composto da due installazioni site-specific, ciascuna delle quali offre una diversa prospettiva sull’atto del prendersi cura in relazione alla storia dell’edificio in cui si trova.

Il primo intervento si concentra sulle aree della parete maggiormente consumate e danneggiate, dove l’intonaco si è scrostato e gli strati sottostanti diventano visibili. Queste zone ricordano delle ferite e si trovano nei punti che hanno subito maggiormente il passare del tempo. L’atto di ridipingere riflette un gesto di rinnovamento: un tentativo di rendere nuovamente abitabile lo spazio. Ho evidenziato le aree consumate utilizzando gli stessi colori che un tempo venivano prodotti nella fabbrica—colori la cui produzione ha contribuito anche al deterioramento dell’edificio. In questo modo, le parti danneggiate vengono sia coperte sia trasformate, diventando elementi centrali delle composizioni che emergono sulle pareti. Queste disposizioni, apparentemente astratte, contengono in realtà la storia stessa dell’edificio.

Il secondo intervento riguarda una sezione del pavimento danneggiata nell’area dove un tempo si trovavano gli uffici. Il buco lasciato dalle piastrelle mancanti è riempito con un materiale trasparente e semi-liquido. La sua trasparenza permette di vedere lo strato sottostante, mentre la fluidità del materiale evoca temporalità e continuo cambiamento. Questo lavoro rappresenta un tentativo di cristallizzare momentaneamente la storia dell’edificio, sospesa tra passato e futuro.

Insieme, questi interventi esplorano cura, memoria e trasformazione, rivelando le tracce materiali del tempo e della presenza umana in un edificio che un tempo ospitava attività industriali.